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La legge dice che

Vuoi un animale esotico? Cose da sapere prima di comprarlo

Prima di portare a casa un rettile, un anfibio, un uccello esotico o un invertebrato non convenzionale, tre verifiche vengono prima dell'acquisto, non dopo

Anagrafe degli animali da compagnia

Prima di portare a casa un rettile, un anfibio, un uccello esotico o un invertebrato non convenzionale, tre verifiche vengono prima dell'acquisto, non dopo: se la specie è legale da detenere in Italia, se conosci davvero le sue esigenze di benessere, e se sei in regola con l'obbligo formativo che dal gennaio 2026 è legato alla registrazione dell'animale.

 

La specie che vuoi è legale da tenere in Italia?

Non tutte le specie selvatiche o esotiche sono acquistabili liberamente. Alcune ricadono nella disciplina CITES sul commercio di specie protette e richiedono permessi specifici; altre sono soggette a identificazione e registrazione obbligatoria nel Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia (SINAC), istituito con decreto del Ministro della salute del 2 novembre 2023. Verificarlo prima dell'acquisto evita di scoprire dopo di avere un animale che non puoi tenere, o non puoi tenere in quel modo.

Conosci davvero le esigenze di quella specie?

Un rettile, un anfibio o un uccello esotico non hanno le stesse esigenze di un cane o di un gatto: temperatura, umidità, spazio, alimentazione e comportamento sociale cambiano per specie, e improvvisare in questi aspetti è la causa più comune di problemi sanitari e di abbandono nei primi mesi. Prima dell'acquisto vale la pena informarsi sulla specifica specie, non su "gli esotici" in generale: le esigenze di una tartaruga acquatica, di un pitone reale e di un pappagallo cenerino non hanno quasi nulla in comune.

Cosa vuol dire registrare l'animale in SINAC?

SINAC è il sistema che identifica e registra gli animali da compagnia in Italia. Per le specie selvatiche ed esotiche che vi rientrano, la registrazione non è un dettaglio burocratico opzionale: è il criterio che, in base al decreto del Ministero della salute del 3 aprile 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2025), determina se su di te grava anche l'obbligo formativo descritto nella sezione seguente.

Ti aspetta anche un corso obbligatorio: cosa devi sapere

Se la specie che vuoi rientra tra invertebrati (esclusi api, molluschi e crostacei), animali acquatici ornamentali, anfibi, rettili, volatili non allevati per la produzione alimentare, roditori e conigli non allevati a scopo di reddito, e la registri in SINAC come previsto, da gennaio 2026 sei tenuto a seguire un corso di formazione di 8 ore in modalità FAD, con attestato da rinnovare ogni cinque anni. L'obbligo nasce dal Regolamento UE 2016/429 sulla sanità animale, recepito in Italia con il decreto legislativo 135/2022, e reso operativo dal decreto del 3 aprile 2025. Non è un optional da valutare dopo l'acquisto: è parte del costo — anche in tempo — di avere quell'animale, alla pari della sua alimentazione.

Cani, gatti e furetti non rientrano in questo obbligo. Ma se sei un operatore che lavora con questi animali hai un corso obbligatorio dedicato.

Hai già un animale esotico e non sai se sei in regola?

Se possiedi già uno di questi animali, l'obbligo formativo ti riguarda comunque: non vale solo per chi acquista da oggi in poi.

I passaggi da fare, in ordine, sono due.

Primo, verificare che l'animale sia identificato e registrato in SINAC: senza registrazione non puoi accedere al corso.

Secondo, iscriverti a un corso conforme al decreto tramite un ente accreditato, pubblico o privato, tra quelli indicati nel Portale formazione del Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria (Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna).

Il decreto non prevede una sanzione pecuniaria specifica per chi non si forma, ma l'inadempienza può emergere in un controllo ufficiale dell'ASL, con richiesta di regolarizzazione.

Conviene verificare la propria posizione ora, non aspettare un controllo per scoprirla — e in caso di dubbi sulla propria specie o sulla propria situazione, il veterinario di riferimento è il primo interlocutore corretto, non il web.

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